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Umbria: frescura assicurata tra le fonti del Clitumno

Un luogo dal fascino senza tempo che ha incantato nei millenni personaggi come Plinio, Byron e Carducci

Troppo caldo? Condizionatori a manetta, ventagli, balconi non bastano più. Ma per un po' di conforto non c’è soltanto l’agognata vacanza al mare. In Italia ci sono posti realmente mitici in cui la frescura è assicurata da millenni, in uno scenario straordinario. Come le Fonti del Clitumno.

Umbria: frescura assicurata tra le fonti del Clitumno

Sorgenti di un fascino senza tempo che ha incantato nei millenni personaggi come Plinio, Byron e Carducci

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Immerse in un ambiente di enorme suggestione, le Fonti del Clitunno sono un insieme di sorgenti, già famose in epoca romana, che formano un laghetto dalle acque limpidissime con riflessi smeraldo da cui nasce il piccolo fiume Clitunno. Questo luogo incantato è stato ammirato anche in epoche più recenti: Corot, Gorge Byron e Carducci, che ad esse dedicò la celebre “Ode alle Fonti del Clitumno”. Un cippo marmoreo, scolpito a bassorilievo e con un’epigrafe di Ugo Ojetti, ne ricorda la visita, avvenuta nel 1910.

Un gioiello umbro - Si trovano in Umbria, nel comune di Campello sul Clitunno, in un territorio rigoglioso di boschi abitato prima dagli Etruschi e poi dai Romani, che dopo la caduta dell'Impero Romano, intrecciò le sue principali vicende storiche con quelle della vicina città di Spoleto. Sono formate da sorgenti sotterranee che fuoriescono da fessurazioni della roccia attraverso numerose polle, individuabili, a tratti, nel fondo del laghetto. Lo specchio d’acqua, dai colori intensi e cangianti, è ricco di numerose specie vegetali (fanerogame, coda di cavallo, muschio, nasturzio acquatico...) che creano un aspetto lussureggiante e di rara suggestione; una fitta vegetazione, in particolare salici piangenti e pioppi, circonda le rive.

Il tempietto - Poco distante dalle fonti, nella frazione di Pissignano, si trova il Tempietto del Clitunno eretto nel V secolo d.C, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco come parte del sito seriale "I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.c.)". Dedicato a San Salvatore è costituito da una celletta preceduta da un pronao classico. Considerato uno tra i più interessanti monumenti altomedievali dell'Umbria, è tra i sette gioielli dell'arte e dell'architettura longobarda in Italia che sono stati di recente inseriti nella prestigiosa lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.

Un fiume sacro - Per la loro rara bellezza, furono fonte di ispirazione, fin dall’antichità, per pittori, poeti e scrittori. Virgilio riportò la leggenda dei buoi che, immergendosi nelle acque del fiume, sarebbero diventati ancora più candidi. Plinio il Giovane scrisse un’epistola ricordando la sacralità del fiume, la sua navigabilità, la divisione tra una parte non balneabile (le ‘Fonti’) ed una balneabile; la zona infatti era ricca di ville e terme che si affacciavano sul corso d’acqua e di numerosi sacelli sacri. Anche l’imperatore Caligola era un frequentatore delle “Sacra Clitumnalia”, ovvero le feste primaverili in onore del dio Clitunno, che si credeva risiedesse nelle profondità delle acque.

Il terremoto del 440 d.C. - Le sorgenti, come ricordalo stesso Plinio, erano così copiose da formare un grande fiume navigabile fino a Roma, proseguendo con il Tevere. Nel 440 d.C. un violento terremoto modificò radicalmente l’area disperdendo gran parte delle vene; ancora oggi il Clitunno è tra le più cospicue sorgenti dell’Umbria, con 1300-1500 litri al secondo. L’attuale sistemazione oggi è dovuta all’opera del Conte Paolo Campello della Spina che, tra il 1860 e il 1865, creò il laghetto e piantò pioppi e salici intorno. La fauna, oltre a quella ittica, è composta prevalentemente dai caratteristici cigni, oltre ad alcune specie di volatili acquatici.

Un magnifico borgo: Campello - Le fonti del Clitumno si trovano nel Comune di Campello, un magnifico borgo diviso in Campello Alto e Campello Basso, dove si trova la chiesa della Madonna della Bianca (XVI secolo), con un bel portale in pietra e all'interno due affreschi dello Spagna. Il Castello di Campello Alto conserva intatte le sue mura e un‘unica porta di accesso al borgo, dove si trova la chiesa di San Donato con un pregevole altare ligneo barocco, il Palazzo Comunale e, nelle vicinanze, il complesso monastico dei Barnabiti, al cui interno si conserva una Madonna dello Spagna ed un affresco di influenza giottesca, Crocefissione e Santi, del XV secolo.

Per maggiori informazioni: www.umbriatourism.it

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