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"La Casa di Carta", errori e incongruenze delle prime due stagioni

Dal 19 luglio i nuovi episodi in streaming su Netflix. Nellʼattesa facciamo un passo indietro...

"La Casa di Carta", errori e incongruenze delle prime due stagioni

Il 19 luglio arriva la terza stagione dell'attesissima serie tv spagnola "La casa di carta". Le prime due hanno raccontato di un gruppo di otto persone che vengono reclutate da un misterioso Professore con l’obiettivo di eseguire la rapina più importante di sempre: irrompere nella Zecca di Stato a Madrid e rubare 2,4 miliardi di euro. Gli episodi hanno regalato tante emozioni ma anche qualche incoerenza ed errore a livello di trama.

La serie è stata criticata per la poca credibilità di alcuni eventi e situazioni. Mentre il comportamente della polizia non si dimostra mai all'altezza, i rapinatori sembrano tutti molto impreparati (tranne Berlino), pur essendo una squadra scelta con cura dal Professore. Fortuiti i modi in cui lo stesso Professore riesce a salvarsi per tutto l'arco narrativo, anche quando è già praticamente stato scoperto (per non parlare di quando riesce a entrare nella tenda della polizia prima ancora di conoscere Raquel o quando lo si vede girare indisturbato al casale anche se è un civile qualsiasi). Rivediamo alcuni degli errori che sono sono saltati all'occhio durante le prime due stagioni...

LA CALLIGRAFIA - Nel primo episodio il professore porta tutti i complici nella villa in preparazione del colpo. All'interno dello studio sulla lavagna è possibile notare una scritta con la parola "Bienvenidos". Nelle inquadrature successive cambiano alcuni dettagli della parola. La calligrafia è diversa e si nota come sia stata scritta più volte, in maniera diversa.

L'ORARIO - Nel primo episodio della serie c'è una scena in cui il telefono di Alison Parker indica come orario le 13:08 e in un'altra scena che dovrebbe essersi svolta nello stesso momento Berlino e gli altri fanno il loro ingresso nella fabbrica nazionale della Zecca mentre sono le 10:16 di mattina.

IL MISTERIOSO INDIVIDUO - Nel secondo episodio Nairobi riunisce tutti gli impiegati della Zecca facendo indossare loro la tuta rossa. Ma nel momento in cui trasportano gli ostaggi con le mani sulla testa vediamo apparire qualcuno sullo sfondo che è vestito in modo completamente diverso noncurante delle telecamere.

IL COLORE DEI VESTITI - Ricordate quando Denver ha fatto finta di uccidere Monica davanti ai suoi amici, e la nasconde in una camera di sicurezza? Nelle prime scene la donna indossa un intimo bianco ma qualche episodio dopo i suoi slip cambiano colore e modello.

LE SCATOLE SIGILLATE - Quando Berlino butta Tokyo fuori dalla Zecca, la spinge all'esterno attaccata a un carrello dove sono riposte anche delle scatole sigillate. All'esterno la polizia la fa spogliare per mostrare che non nasconda nulla. Nessuno delle forze dell'ordine si preoccupa minimamente del potenziale pericolo del contenuto delle suddette scatole.

I NASTRI - Nella stessa scena, quando Tokyo viene perquisita, gli uomini armati hanno del nastro nero che sorregge un mirino laser, puntano addosso alla ragazza. Ma qualche inquadratura dopo il nastro sparisce completamente.

RIENTRO DI TOKYO - Tokyo decide di irrompere nuovamente nella Zecca senza il via libera del Professore: vestita da poliziotta, in sella a una moto accelera verso l'entrata sotto gli occhi dei poliziotti, senza che nessuno di loro provi davvero a fermarla o a spararle addosso, viste le forze scelte schierate in campo e appostate all'esterno.

L'IDENTIKIT - Il Professore è riuscito a eliminare alcune prove dopo la visita dallo sfasciacarrozze. Ma il custode russo lo ha visto in faccia e traccia un accurato identikit digitale per la polizia. Prima il Professore riesce a captare la frequenza del quartier generale e minaccia di morte in russo la famiglia dell'uomo. Quest'ultimo, terrorizzato, cancella l'identikit. Incredibilmente nessuno del team anti-terrorismo lo sta monitorando. E l'idea che esista una funzione di autosalvataggio del programma sul computer non è neppure presa in considerazione. Per finire, il ritrattista che ha collaborato fino a quel momento con il testimone per realizzare l'immagine potrebbe ricordarsi quanto lui stesso ha disegnato.

LA FUGA - Alla fine della seconda stagione la polizia si lascia sfuggire un camion sospetto che sta uscendo dal nascondiglio del Professore (che poi in strada circola serenamente in mezzo alle sopraggiunte auto delle forze dell'ordine). Per di più le autorità conoscono bene l'indirizzo del covo perché era già stato scoperto in precedenza.

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