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M¥SS KETA adesso è piccante come la "Paprika": "Non sono una bambola, ma faccio parlare il corpo femminile"

Eʼ uscito il secondo album dellʼartista milanese dallʼidentità misteriosa. Tgcom24 lʼha incontrata

M¥SS KETA adesso è piccante come la "Paprika": "Non sono una bambola, ma faccio parlare il corpo femminile"

A meno di un anno dal debutto di "Una vita in capslock", M¥SS KETA pubblica il suo secondo lavoro, "Paprika". Tra omaggi al cinema erotico d'autore di Tinto Brass, citazioni di "Bambola" di Bigas Luna e un occhio agli anime giapponesi, KETA costruisce un mondo rosso fuoco. "Dopo le atmosfere cupe e algide del primo disco abbiamo voluto apririci all'esterno, passando dal nord Europa ai Caraibi" dice. Molti gli ospiti, da Guè Pequeno a Mahmood.

La presentazione è in una sciccosa gastronomia del centro di Milano, circondati da forme di mortadella. D'altronde è proprio la mortadella a dominare sulla copertina del disco, con una evidente citazione di una scena cult di "Bambola", film erotico di metà anni 90 diretto fa Bigas Luna con Valeria Marini protagonista. E' solo uno dei tanti riferimenti che compono l'universo di questo secondo capitolo M¥SSKETIANO. Che non di solo estetica vive. C'è musica e anche qui i riferimenti sono tanti. Nel lavoro di KETA e del suo collettivo Motel Forlanini possono confluire Kanye West e il rap old school, ritmi arabeggianti e atmosfere caraibici, r'n'b e la dance di Gabry Ponte. "Dal Nord Europa ci siamo spostati ai Caraibi, al Sud America e alla World Music - spiega lei completamente inguainata in un abito di latex rosso fuoco e con l'immancabile mascherina di pizzo a celarne l'identità -. C'è grande lavoro di produzione musicale compiuto da Riva e da produttori diversi. Io e Riva condividiamo alcune fissazioni. Volevamo essere aperti con le sonorità. Quindi da una parte avevamo il rap old school dall'altra avevamo questa mania dell'r'n'b americano. Poi siamo ricercatori di sonorità alla Sophie. Avant pop con suoni non scontati".

MYSS KETA, "Paprika"

Il cambio di atmosfere tra il primo e il secondo album è palpabile, come se si fosse usciti da un club notturno per trovarsi accecati dalla luce del sole. "È stato come se 'Una vita in capslock' ci avesse costretti a guardarci dentro noi stessi. E dopo quell'esperienza lo sguardo si è dovuto spostare dall'interno all’esterno - sottolinea KETA -. Alla fine il dialogo con mondi diversi è l'unico che ti arricchisce. Questo lavoro ha fatto in modo che M¥SS esplorasse se stessa attraverso lo sguardo di altre persone. Da un punto di vista sonoro un mondo molto più colorato". Colori che arrivano grazie alle tante collaborazioni. "Abbiamo scelto i featuring in base alla canzone - dice lei -. Pensando a 'Botox' il pensiero è corso subito a Gemitaiz. Mahmood lo conosciamo personalmente e in casi come quello il lato artistico va in secondo piano. Abbiamo un rapporto più intimo. Comunque siamo riusciti a fare entrare nel mondo M¥SSKETIANO tutti i featuring. Se li senti si capisce che prima di farlo si sono studiati un po’ la M¥SS, nel cui mondo l'ironia la fa da padrone".

Ironia che non va confusa con mancanza di serietà. M¥SS KETA non è una barzelletta o un personaggio costruito solo per creare un po' rumore. E lei ci tiene a rivendicarlo. "Il nostro è un progetto serio, anche se ha un linguaggio ironico e satirico - dice -. Lo portiamo avanti con tanto lavoro e tanto sforzo e ci mettiamo dentro le cose in cui crediamo. E siamo tutte persone che ragionano. Non è detto che se racconti una cosa in maniera ironica dietro non ci sia un pensiero profondo. E non lasciatevi trarre in inganno nemmeno dalle atmosfere dei nuovi brani. Sonorità più aperte non significa più semplice. Uno magari pensa dark uguale complicato mentre illuminato meno. Non è così".

L'ironia è comunque evidente anche a livello estetico, a partire dalla copertina. "La prima volta che con i Motel Forlanini ci siamo messi a discutere dell'immaginario dell'album ci si è appalesata l'immagine di Valeria Marini su una mortadella - spiega -, e del cinema erotico all'italiana di Tinto Brass. E poi avevamo dietro tutti i colori degli anime giapponesi. 'Paprika' esplora il mondo dei sogni in modo particolare. Con colori vividi. Super saturi". E poi c'è la donna al centro, non in una chiave sessuale. "È un mondo in cui viene rappresentata una figura slegata da tutti quegli orpelli femminili - rivendica -, quello sulla cover è un corpo femminile che parla, una femminilità archetipica. Far parlare qualsiasi corpo è un atto politico. Volevo che fosse potente per me e non per l'occhio di chi guarda". 

La donna è al centro della sua poetica anche con il concetto di sorellanza, incarnato da "Le ragazze di Porta Venezia", uno dei brani del passato qui riproposti in versioni remixate e aggiornate. Nella nuova versione compaiono Elodie, Priestess e Joan Thiele. "Ho fatto un remix che riportasse in auge questa canzone che mi sembra super attuale e volevo puntare sulla sorellanza - spiega -. Oltre a essere artiste che stimo sono sorelle. Anche se arrivano da mondi e con stili diversi".

DATE INSTORE
Torino 30 marzo ore 15:00 @Feltrinelli Stazione Porta Nuova
Milano 31 marzo ore 18.00 @Mondadori Duomo
Roma 3 aprile 18:00 @Discoteca Laziale
Bologna 4 aprile 18:00 @Mondadori Bookstore c/o Spazio Ducati
Firenze 5 aprile 15:00 @Galleria del disco c/o Caffè Letterario

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DATE LIVE
30/03 SPAZIO 211, TORINO | SOLD OUT
5/4 VIPER THEATRE, FIRENZE
6/4 TEATRO SOCIALE, COMO
20/4 ROKOLECTIV FEST, BUCAREST
27/4 NEW AGE, RONCADE (TV)
30/4 MONK, ROMA
10/5 LOCOMOTIV, BOLOGNA
17/5 DEJAVU, TERAMO
25/5 MI AMI, MILANO
19/7 MELT FESTIVAL, FERROPOLIS

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