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"Notte della Taranta", artisti in lacrime per le vittime del terremoto

Da Carmen Consoli a Tosca, da Fiorella Mannoia a Nada: emozione e solidarietà a Melpignano

"Notte della Taranta", artisti in lacrime per le vittime del terremoto

Il silenzio interrompe più volte i tamburelli. Con Tosca in lacrime che abbraccia Carmen Consoli, maestro concertatore de La Notte della Taranta. A Melpignano, Lecce, è andata in scena l'altra faccia del dolore. Quella degli artisti - da Fiorella Mannoia a Buika, da Lisa Fischer a Nada - per le vittime del terremoto. Hanno cantato e ballato nel giorno del lutto nazionale. Ma con il cuore e il pensiero rivolti alle popolazioni colpite dal sisma nel Centro Italia.

"Abbiamo deciso di fare questo concerto - ha detto Consoli aprendo la serata con tutti gli artisti sul palco - per essere più vicini alle vittime di questa immane tragedia. Noi tutti abbiamo devoluto il nostro cachet, dimostrate anche voi la vostra solidarietà". Un appello che non sembra essere rimasto inascoltato dai tanti che hanno donato nei salvadanai presenti in piazza. 

 

I fondi raccolti serviranno a realizzare, con il progetto "Puglia per la ricostruzione", una infrastruttura nei territori colpiti dal sisma che ha devastato il centro Italia. Allo stesso scopo saranno devoluti i ricavi della vendita di un cd della serata. Questa volta il morso del ragno somiglia più a un abbraccio. "Io sono del Lazio - ha ricordato Tosca prima di cantare - ho saputo che i miei parenti stanno bene, ma in tanti non hanno avuto la stessa fortuna: donate, in quelle zone l'inverno fa molto freddo. A Natale regalate soldi e scrivete sotto l'albero che avete donato un mattone per costruire una casa".

 

Poi, al termine dell'esibizione, la cantante si è lasciata andare all'emozione: con il pubblico che applaude e Consoli che la stringe in un abbraccio affettuoso. Carmen non si ferma un istante e muove le braccia come se suonasse ogni strumento sul palco e ripete a memoria le parole di ogni brano. Le esibizioni di Lisa Fischer e Buika, che hanno dovuto misurarsi con il dialetto di una lingua 'straniera', hanno confermato l'impegno profuso nell'apprendere soprattutto il senso profondo dei testi.

 

Una impresa non facile neppure per Mannoia, Tosca e Nada. Tutte unite dalla passione per il linguaggio di una musica che "guarisce dal dolore", con il ritmo dei tamburelli che parte piano e poi accelera per diventare più forte e dare coraggio a chi l'ascolta.

La Notte della Taranta per le vittime del terremoto

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