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"A Dictionary of Sound", il suono per attivare sogni e memorie alla Fondazione Feltrinelli

Eric Chenaux, Pan·American e Robert Lippok tra i protagonisti della prima edizione a Milano curata da Teho Teardo. Tgcom24 si è fatta raccontare da lui questa nuova rassegna

"A Dictionary of Sound", il suono per attivare sogni e memorie alla Fondazione Feltrinelli

Venerdì 9 novembre prende il via alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano "Dictionary of Sound", un ciclo di concerti con artisti internazionali che esplorano la relazione tra musica ed immaginario audio visivo. "Si cerca qualcosa di perfetto nella musica. È ciò che di meglio si possa immaginare, come una città ideale. La musica è una rivoluzione costante", sono le parole e la spiegazione del curatore di questa prima edizione, Teho Teardo, compositore e sound designer friulano. Tra i protagonisti Eric Chenaux, Pan·American e Robert Lippok.

Il primo appuntamento, in programma venerdì 9 di novembre, offrirà i live di Jessica Moss, violinista già con Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra e Black Ox Orkesta, ed Eric Chenaux, straniante chitarrista e compositore canadese. Venerdì 16 novembre sarà la volta del cantautore scozzese Gareth Dickson, e di Pan·American, progetto ambient acustico solista Mark Nelson, fondatore dei seminali Labradford. A chiudere il ciclo, venerdì 30 novembre, ci sarà Robert Lippok, artista audiovisivo berlinese, fondatore dei To Rococo Rot.

Ogni appuntamento sarà anticipato da una introduzione di Teho Teardo per accompagnare lo spettatore in un percorso di ascolto multimediale e immersivo.

Proprio Teardo ha raccontato a Tgcom24 il suo ruolo di curatore e questa nuova rassegna.

Raccontaci il focus di questo ciclo di concerti per la prima edizione di "A Dictionary of Sound" di cui sei curatore per il progetto promosso da Fondazione Feltrinelli
Inizia con una parola fornitami da Massimiliano Tarantino, Segretario Generale della Fondazione: ribelle. Ho cercato degli artisti che potessero avere una relazione creativa con quel termine, senza che ci fosse solo un senso di opposizione a qualcosa. Ho cercato dei segnali costruttivi, l’unico modo che conosco perché la ribellione possa generare una rivoluzione.

Che esperienza viene offerta al pubblico?
Una grande qualità di ascolto, cosa rara nei luoghi deputati alla musica in Italia. Il lavoro di artisti che non hanno timore nell’uscire dalle definizioni di genere per avventurarsi in percorsi non scontati e soprattutto della musica straordinariamente valida e bella. Un’esperienza con la forza politica della bellezza musicale.

Come e perché hai scelto questi musicisti?
Ho guardato gli album che ho acquistato in questi ultimi due anni, e ho scelto tra i lavori che mi avevano colpito di più evitando di invitare artisti che conoscevo personalmente. Spesso gli ambienti legati alla musica sono popolati dagli amici degli amici. Ho cercato solamente chi ritenevo avesse pubblicato dischi eccellenti. Una questione di qualità.

Sei sempre attivissimo tra teatro, colonne sonore, sonorizzazioni e dischi. Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Quali sono i tuoi progetti in futuro?
Sì, lavoro sempre a qualcosa, anche quando non lavoro, anzi, i momenti di inattività sono quelli in cui penso maggiormente. Sto scrivendo dei brani nuovi, sia per il teatro che per il cinema.

FONDAZIONE FELTRINELLI
Viale Pasubio 5 - Milano
Biglietti 15/12 euro

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