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A "Jazz Meeting" il bandoneonista Daniele di Bonaventura

Lʼeclettico musicista racconta a Tgcom24 i suoi ultimi due lavori

A "Jazz Meeting" il bandoneonista Daniele di Bonaventura
Foto di Lisa Miniussi

Ben due i progetti discografici che vedono coinvolto il bandoneonista Daniele di Bonaventura. L'eclettico musicista marchigiano dà alle stampe "Altissima Luce - Laudario di Cortona", un lavoro con Paolo Fresu, creando l'ennesimo episodio di una lunghissima collaborazione con il leggendario trombettista di Berchidda. Contemporaneamente è immesso nel mercato discografico anche "Garofani Rossi", nuovo lavoro del quartetto di Daniele Di Bonaventura. Daniele è ospite a "Jazz Meeting" e illustra così i lavori...

"Con Paolo Fresu - dice Di Bonaventura -, abbiamo lavorato sulle Laudi del "Laudario di Cortona" musica sacra proveniente dal territorio toscano, grazie all'Orchestra da Camera di Perugia che ci ha suggerito o di riarrangiare in chiave jazzistica alcuni brani. All'inizio siamo stati sorpresi, dal momento che la musica sacra del '200 sembra distante anni luce da cose che facciamo di solito, poi mano a mano lavorando a questo repertorio e ascoltando i brani dell' Orchestra da Camera di Perugia, abbiamo catturato delle ricomposizioni basate sugli elementi melodici delle Laudi cercando di farle nostre, speriamo di esserci riusciti".

Com'è stato per te e Paolo Fresu il confronto con l'Orchestra?
Direi che non è stato difficile, ci siamo cuciti il vestito addosso, non ci siamo allontanati molto dal nostro linguaggio musicale nel ricostruire i brani. Per le improvvisazioni abbiamo fatto si che diventasse un poema sinfonico, per noi è stato come aver riportato lo spirito musicale delle Laudi del 1200, nel periodo contemporaneo.

Esce in questi giorni anche "Garofani Rossi", nuovo lavoro del tuo quartetto...
Sì, nel Daniele Di Bonaventura Band'union composta oltre che da me anche da Marcello Peghin alla chitarra, Felice Del Gaudio al contrabbasso ed Alfredo Laviano alle percussioni. E' un disco che prende spunto dai canti delle rivoluzioni nel mondo: da quella cubana a quella messicana ma soprattutto a quella dei "garofani" in Portogallo che dà il suo nome all'intero progetto. Mentre stavo lavorando agli arrangiamenti, mi sono venute in mente le sere trascorse con il fotografo - giornalista Mario Dondero, che ci ha lasciati qualche anno fa. Il disco l'ho voluto dedicare a lui per ovvie ragioni, perché è stato partigiano ha quindi vissuto una rivoluzione, ho preso una sua foto che poi ho inserito nella copertina del disco. Noi musicisti abbiamo avuto un approccio se vogliamo atipico al progetto, facendo un lavoro sulla musica e le note non sembrano sentire la mancanza del testo. Abbiamo metabolizzato a tal punto questi brani, che ormai sembrano nostre composizioni.

Sia il "Laudario di Cortona" che "Garofani Rossi", sono pubblicati da "Tuk Music".​

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