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La Bruttezza Immaginaria

Giovani che temono di essere brutti

- Si è chiusa sabato 10 maggio a Milano la due giorni di interventi e riflessioni proposte dalla Cooperativa Minotauro sul tema della Bruttezza Immaginaria. Oggi sempre più giovani temono, infatti, che il proprio corpo sia inadeguato per la ricerca del successo sentimentale e sociale: hanno la certezza di essere troppo grassi, magri, goffi, pieni di difetti. Quasi sempre, però, si tratta solo di una impressione; una falsa impressione della propria corporeità che produce spesso un importante disagio psicologico. 

La Bruttezza Immaginaria

Succede così che, talvolta, alcuni ragazzi possano attaccare il proprio corpo con pericolosi digiuni e scelte anoressiche o con condotte autolesive o che decidano di farlo scomparire dagli sguardi degli altri rifugiandosi nella realtà virtuale, fino al ritiro da scuola e dalla vita sociale. La diffusione incalzante di questa epidemia psicologica ha indotto gli operatori del Minotauro a promuovere una campagna di mobilitazione educativa e sensibilizzazione culturale per garantire ai ragazzi in difficoltà il sostegno di adulti sempre più aggiornati e competenti.

Il Consultorio gratuito per adolescenti e genitori, gestito dalla Cooperativa, grazie al contributo di Fondazione Telecom Italia, del Comune di Milano, di Fondazione Banca del Monte di Lombardia e alla generosità di un gruppo di sostenitori, ha indetto il 9 e 10 maggio a Milano l’evento "La Bruttezza Immaginaria", un incontro culturale cittadino aperto a ragazzi, genitori, insegnanti, psicologi e operatori dei servizi territoriali sul tema della paura di essere brutti che oggi affligge e colpisce sempre più adolescenti, in realtà di bell’aspetto.

L’evento si è svolto presso i Frigoriferi Milanesi ed è stato organizzato sotto il coordinamento del prof. Gustavo Pietropolli Charmet, Direttore Scientifico del Consultorio Gratuito, che ha introdotto e accompagnato i lavori, ai quali hanno partecipato anche Marcella Logli, Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia e Mauro Grimoldi, Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Durante l’incontro gli psicoterapeuti e psicologi del Minotauro hanno presentato l’esito delle migliaia di colloqui effettuati in questi anni con adolescenti, con madri e padri in difficoltà e sono state indagate ed approfondite le conseguenze del sentimento di bruttezza grazie anche ai contributi di idee, riflessioni e testimonianze raccolte negli ultimi mesi tra gli studenti e i docenti delle scuole milanesi, che hanno inviato temi, poesie, disegni, foto e video realizzati ad hoc.

Durante l'evento inoltre è stata presentata la ricerca: "L’intervento clinico con i ragazzi ritirati", elaborata dall’équipe del Consultorio e sostenuta da Fondazione Telecom Italia, sugli esiti degli interventi psicologici effettuati nei confronti di ragazzi ritirati ed "asserragliati" nella loro cameretta, catturati dalle relazioni virtuali offerte da Internet. La metà degli utenti in carico al Consutorio Gratuito, infatti, manifesta problematiche relative all'area del ritiro sociale. Si tratta per lo più di ragazzi maschi, con un’età media di 16 anni, che spesso sviluppano una dipendenza dalle nuove tecnologie, soprattutto dai giochi on-line. In proposito il Prof. Pietropolli Charmet specifica: "In questi casi, l’uso massivo della realtà virtuale non costituisce per gli adolescenti l’origine dei problemi, ma spesso può rappresentare invece una soluzione che essi trovano per far fronte alla loro sofferenza. In Rete, infatti, come emerge anche dalla nostra ricerca, questi ragazzi si liberano dal loro corpo reale, che considerano brutto e impresentabile, e riescono a vivere comunque, attraverso i loro Avatar, esperienze evolutive importanti".

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