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Vaccini, al via delle scuole necessario essere in regola: molti rischiano lʼesclusione

Il termine ultimo per aver fatto le 10 vaccinazioni previste dalla Legge Lorenzin è scaduto il 10 luglio

Si avvicina la riapertura delle scuole e con essa riprende forza la protesta dei no-vax. Perché il 10 luglio è scaduto il termine ultimo per mettersi in regola: per entrare a scuola bisogna aver fatto le 10 vaccinazioni obbligatorie previste dalla Legge Lorenzin del 2017. E secondo le stime, in asili e nidi, sono in tanti quelli che rischiano l'esclusione o una sanzione: nella scuola dell'obbligo si arriva al 10% degli alunni.

La legge parla chiaro: i bambini sotto i 6 anni che non hanno fatto tutte le vaccinazioni non potranno accedere all'asilo, mentre per i genitori di tutti gli altri le multe previste vanno dai 100 ai 500 euro. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha detto che di fronte ai dati del 2018 "è necessario migliorare l'offerta e l'accesso ai servizi. E dissolvere i dubbi dei cittadini su sicurezza, efficacia e utilità dei vaccini". Resta il fatto che rimane uno zoccolo duro di famiglie no-vax che porta a percentuali preoccupanti la quota di chi rischia di essere escluso: a livello nazionale, il 4% dei bimbi fino a 6 anni non potrà frequentare l'asilo perché non coperto rispetto alla polio, mentre il 5,1% non ha fatto l'anti-morbillo. Per la scuola dell'obbligo, essendoci solo la sanzione pecuniaria, la situazione è ancora peggiore: il 9,3% di alunni non ha fatto la quarta dose di anti-polio mentre il 10,8 non è immune al morbillo.

In questo scenario si inserisce il cambio di governo, con l'uscita della Lega dalla maggioranza. Un cambio che colpisce le speranze di chi aspettava un ammorbidimento rispetto a quanto previsto con la Lorenzin. La nuova legge promessa, che avrebbe introdotto l'obbligo flessibile, è arenata da mesi nelle secche del Senato, spinta soprattutto dalla Lega ma arginata dal ministro Grillo che non ha voluto per esempio, agire con un decreto, come richiedeva la truppa leghista.

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