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Grecia, migranti appiccano il fuoco per protesta: morti una donna e un bambino

Nel campo di Moria, che potrebbe accogliere 3mila persone, ce ne sono circa 12mila

Alcuni migranti che protestavano per l'affollamento del campo di Moria a Lesbo, in Grecia, hanno appiccato il fuoco in diversi punti della struttura, uccidendo una donna e un bambino e ferendo una quindicina di persone. Il portavoce della polizia locale, Theodors Chronopoulos, ha spiegato che il fuoco è stato appiccato in due punti, uno fuori dal campo, l'altro all'interno. A Moria, che potrebbe accogliere 3mila persone, ce ne sono circa 12mila.

Grecia, migranti appiccano il fuoco per protesta: ci sono vittime

I migranti, per lo più afghani, si sono anche scontrati con la polizia. Chiedevano di essere trasferiti sulla terraferma. Il campo di Moria, dove le condizioni di vita sono spesso definite drammatiche e dove è nato un accampamento detto "L'uliveto" fuori dalla recinzione di quello ufficiale, è da anni il luogo simbolo delle difficoltà della Grecia a sostenere l'ondata migratoria, che negli ultimi mesi ha registrato un aumento degli arrivi.

"La situazione è tesa", ha detto il sindaco di Lesbo Stratis Kytelis. Sull'isola è in arrivo il vice ministro per la Protezione del Cittadino (equivalente all'Interno) Lefteris Oikonomou, ex capo della polizia ellenica.

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