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Francia, i genitori di Vincent Lambert si arrendono: "La morte ormai è ineluttabile"

I famigliari del tetraplegico, che da anni cercano di tenere in vita contro il parere dei medici e le sentenze dei tribunali, hanno sporto denuncia per "assassinio premeditato". Manifestazione a Parigi

"La morte di Vincent è ormai ineluttabile" e "se non l'accettiamo, non possiamo fare altro che rassegnarci". I genitori di Vincent Lambert, tetraplegico francese, in stato vegetativo dal 2008, che cercano di tenere in vita contro il parere dei medici e le sentenze dei tribunali, esprimono la loro rassegnazione. "Stavolta è finita - riferiscono Viviane e Pierre Lambert all'agenzia Afp. - I nostri avvocati hanno moltiplicato ancora negli ultimi giorni i ricorsi e preso le ultime iniziative per far rispettare la sospensiva davanti all'Onu di cui beneficiava Vincent. Invano". Radio Rtl riferisce però di una denuncia per "assassinio premeditato" contro il medico che ha sospeso le cure al 42enne. Manifestazione in programma a Parigi.

Alle parole dei genitori si aggiungono le posizioni di una sorella di Vincent, Anne, e del fratellastro David Philippon.

Il medico dell'uomo, ricoverato in stato vegetativo in un ospedale di Reims dopo un incidente d'auto nel 2008, il dottor Vincent Sanchez, capo del reparto per le cure palliative, ha avviato martedì una nuova sospensione delle cure, effettiva da mercoledì sera. La scelta è stata resa pubblica dalla sentenza del 28 giugno della Corte di Cassazione francese.

Il protocollo medico prevede l'arresto dell'idratazione e della nutrizione per sonda del paziente e una "sedazione profonda e continua".

Per questo motivo, contro il medico, i genitori dell'ex infermiere, divenuto simbolo del dibattito sul fine vita in Francia, avrebbero sporto denuncia per "assassinio premeditato", come riferisce radio Rtl.

Il nipote di Vincent Lambert, Francois, ha precisato che "non si tratta di eutanasia, altrimenti sarebbe più rapido". "Per non essere accusati di eutanasia, bisogna fare in modo che duri il più a lungo possibile, ciò che a mio parere è francamente sadico", ha aggiunto, criticando una legge che "lascia molto margine ai medici e poco ai pazienti".

Una manifestazione contro lo stop dei trattamenti a Lambert è stata organizzata a Parigi, in presenza dei legali dei genitori, indetta dal collettivo "Je soutiens Vincent".

E' dal 2013 che la famiglia si batte sulla sorte del paziente. La moglie Rachel, suo nipote e sei fratelli e sorelle si sono stretti contro quello che ritengono accanimento terapeutico, accettando la decisione dei medici di lasciarlo andare. Pierre e Viviane Lambert, i genitori vicini ai cattolici integralisti della Fratellanza Sacerdotale San Pio X, sono invece fortemente contrari, così come un fratello e una sorella di Vincent.

Al momento resta dunque valido quanto prescritto dalla legge sul fine vita del 2016, e cioè nessuna eutanasia o suicidio assistito ma l'autorizzazione a sospendere i macchinari in caso di "ostinazione irragionevole".

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