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Sono finite le risorse naturali del 2019: per lʼItalia arriva lʼOvershoot Day

Il 15 maggio è il giorno in cui il nostro paese smette di essere autosufficiente: se tutti consumassero come noi, servirebbero 2,70 pianeti per sopravvivere

L'"Overshoot Day" è l'appuntamento che si spera arrivi il più tardi possibile. Indica che, da quel momento, si consumeranno più risorse naturali di quante la Terra ne possa produrre. Per l'Italia tocca il 15 maggio, nove giorni prima rispetto al 2018: se tutti consumassero come noi, avremmo bisogno di 2,70 pianeti per essere in pari. Le cause di questo peggioramento? Sprechi, siccità e cementificazione.

L'analisi è condotta dalla Global Footprint Network e i risultati sono il calcolo del rapporto fra la quantità di risorse naturali pro capite e la quantità di consumi di ogni singola persona. Ne risulta che in Italia consumiamo 4.44 ettari globali a fronte di soli 0.90 ettari di risorse naturali disponibili. In pratica, tutto ciò che sarà consumato dopo il 15 maggio la Terra non potrà rigenerarlo. Con conseguenze prevedibili come lo spopolamento dei mari, i disastri ambientali, l'inquinamento dell'aria e l'estinzione di specie viventi.
Il trend è migliorato rispetto al 2006, anno in cui abbiamo raggiunto il picco peggiore di consumi nella nostra storia, ma comunque rimane decisamente negativo. Al confronto con gli altri paesi d'Europa (l'Overshoot europeo è il 10 maggio), facciamo meglio di Germania, Austria, Belgio e Norvegia, ma siamo messi peggio di Grecia, Spagna e Macedonia. A farci compagnia nello stesso giorno c'è la Polonia.

Il momento in cui l'Italia ha cominciato ad accumulare "debiti" nei confronti della Terra è stato il 1965: prima di allora la vita nel Bel Paese era ecologicamente sostenibile. Ma è dopo il 1982 che gli sprechi, l'inquinamento e i consumi sono cresciuti in modo incontrollato, raggiungendo il loro massimo nei primi anni 2000 e cominciando a diminuire dopo il 2010. Adesso, invece, i consumi sono tornati a crescere.

Di chi è la colpa? - A incidere in modo significativo nel peggioramento dei consumi ci sono senz'altro le attività edilizie incontrollate, il diboscamento e il l'assenza di rinnovamento delle vetture usate nei trasporti privati, pubblici e commerciali. Senza dimenticare la siccità e i fenomeni climatici estremi che hanno devastato i raccolti in varie regioni d'Italia, dal sud al nord. Ma anche la politica ci ha messo il suo zampino. A dirlo è stato il ministero dell'Ambiente nel 2018, quando pubblicò il "Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia", in cui segnalava che la spesa pubblica per la protezione degli ecosistemi era eccessivamente bassa (4,8 miliardi di euro nell'ultimo bilancio, mentre nel 2010 se ne spendevano 8,3).
La Global Footprint Network ha lanciato anche un hashtag, chiamato "#movethedate", per sensibilizzare la popolazione e spostare la data dell'Overshoot il più tardi possibile. Anche se, quest'anno, pare che l'appello non sia stato ascoltato dagli italiani. 

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