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Passione gossip: perché amiamo tanto spettegolare?

La chiacchiera è meno frivola di quanto possiamo immaginare. E secondo la scienza, può addirittura allungare la vita

Passione gossip: perché amiamo tanto spettegolare?

Commentare il look di un’attrice in occasione di un’uscita pubblica, oppure il taglio di capelli della nostra collega, o ancora investigare sulla nuova fidanzata del capo: alzi la mano chi non si è mai concesso qualche occasione di sano pettegolezzo! Di per sé il gossip è innocuo e fisiologico; può avere persino molti aspetti positivi e può spingerci ad auto-migliorarci. Anche se spesso a questo tipo di chiacchiera si accompagnano sentimenti di invidia e di compiacimento malevolo. Eppure, la scienza dice che tutto questo è un fatto atavico e che addirittura ha contribuito alla sopravvivenza della specie umana.

QUESTIONE DI CURIOSITÀ – Alla base del pettegolezzo c’è spesso un naturale moto di curiosità. Ci interessa sapere i fatti degli altri, scoprire “che cosa bolle in pentola”, essere al passo con le ultime novità. Fin qui tutto bene: meno positivo è il tentativo di ficcare il naso anche in cose che chi è oggetto del pettegolezzo vorrebbe invece mantenere private, senza condividerle con altri. Ancora peggio è, una volta scoperto il “segreto”, trasformarlo in oggetto di conversazione e commenti con altri. Anche se, lo sappiamo bene, una quota di piacere nello spettegolare sta proprio nella condivisione di qualcosa che non dovremmo sapere.

EFFETTO COESIONE – Uno degli aspetti positivi del gossip risiede proprio in questa forma di condivisione, anche se un po’ perversa, che ha la capacità di unirci agli altri membri del nostro gruppo e migliorare la coesione che ci lega a loro. Alcuni recenti studi hanno messo in evidenza il fatto che la chiacchera è un vero e proprio rito sociale utile nel rafforzare le reti di relazioni e di affinità. Condividere informazioni proibite o segreti piccanti ci aiuta infatti a conoscere meglio il nostro gruppo sociale, migliora la nostra intimità con loro e ci fa sentire parte del gruppo.

IL COMPIACIMENTO MALEVOLO – Il pettegolezzo non è mai privo di una certa quota di veleno: parlare di qualcuno significa spesso parlarne male. Anzi, proprio in questa quota di malignità si nasconde il vero gusto del gossip. Vedere un’attrice sex symbol fotografata in bikini senza poter nascondere la cellulite o l’ultimo ritocco non perfettamente riuscito genera in noi un innegabile senso di soddisfazione: insomma, le disgrazie altrui ci gratificano. La ragione è semplice: vedere che una persona di successo è incappata in un fallimento migliora la nostra autostima. Alcuni studi hanno scoperto che il godimento nel constatare le sfortune altrui è un meccanismo che ha sede in una parte del cervello chiamata striato ventrale, la stessa che si attiva nei meccanismi di piacere e ricompensa. Questo sentimento ha anche un nome scientifico: si chiama aticofilia (in tedesco Schadenfreude) ed è propriamente la sensazione di piacere che proviamo davanti alla sfortuna altrui. Secondo altri studi, il meccanismo alla base di tutto questo è il confronto sociale: questo compiacimento malevolo si fonda sulla constatazione che, quando le persone intorno a noi subiscono eventi sfortunati, guardiamo meglio noi stessi, specie se la nostra autostima è bassa.

IL GOSSIP ALLUNGA LA VITA – E’ la convinzione espressa dallo psicologo evolutivo Robin Dunbar della Liverpool University. L’abilità di scambiare informazioni è ciò che ha permesso all’uomo di iniziare a vivere in gruppi sempre più grandi e differenziarsi dagli altri animali. Ad esempio, nella comunità preistorica, la curiosità di conoscere il nuovo attrezzo messo a punto dal vicino di caverna per cacciare in modo più efficace, ha aiutato l’intera collettività a creare armi e attrezzi migliori. Il gossip, insomma, sarebbe funzionale alla conservazione della specie e all’auto miglioramento.

IL LATO BUONO DELLA CHIACCHIERA – Insomma, se per un verso possiamo autoassolverci se ci capita di gongolare delle disgrazie altrui, dall’altro siamo autorizzati a pensare che anche gli stati d’animo negativi hanno in fondo il loro lato buono. L’invidia, ad esempio, si basa sull’inevitabile confronto tra la nostra condizione e quella altrui. E’ un fatto inevitabile, perché la valutazione di noi stessi non può che partire dal confronto con quello che ottengono gli altri membri del nostro gruppo, in particolare quelli che riteniamo abbiano più successo. Proprio questo confronto, a volte così impietoso e doloroso, diventa una spinta potente a migliorare noi stessi. Alla luce di queste considerazioni, è difficile liquidare il gossip come una cosa frivola o, addirittura stupida.

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