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Fano, ordigno innescato per errore: 23mila evacuati, allerta fino alle 13

Mobilitati polizia, carabinieri, esercito e marina militare. La bomba, che è stata azionata durante i lavori in un cantiere sul lungomare Sassonia, sarà fatta brillare in mare. Mercoledì scuole e negozi chiusi

Un ordigno bellico, rinvenuto martedì, è stato innescato per errore in un cantiere dell'Aset sul lungomare Sassonia di Fano (Pesaro-Urbino). La Prefettura ha ordinato l'evacuazione per 23mila persone. Le autorità hanno fatto allontanare i cittadini da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. Chiusi anche la stazione dei treni, l'ospedale Santa Croce, il porto e lo spazio aereo.

Paura a Fano: ordigno bellico innescato durante alcuni lavori

Per neutralizzare l'ordigno, che sarà fatto brillare in mare, sono stati mobilitati gli artificieri dell'esercito e della marina militare. Il residuato bellico infatti non può essere disinnescato, poiché ha al suo interno un congegno "antirimozione" e dunque gli artificieri avranno il delicato compito di imbracare l'ordigno con un lungo cavo e trascinarlo in mare - da cui dista solo pochi metri, circa 6, praticamente è sulla spiaggia - per farlo brillare in condizioni di sicurezza. L'intervento di rimozione è previsto all'alba.

Allerta fino a mercoledì alle 13: scuole e negozi chiusi - Durerà fino a mercoledì alle 13 lo stato di allarme che ha portato le autorità a ordinare la chiusura di scuole, uffici pubblici e negozi. "Si tratta di una misura precauzionale - spiega l'assessore alla Protezione civile Cristian Fanesi -. Mercoledì le scuole, gli uffici pubblici e i negozi saranno chiusi, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e avremo il permesso delle autorità militari la gente potrà tornare a casa".

E' un ordigno inglese da 500 libbre - Si tratta di un ordigno di fabbricazione inglese da 500 libbre con le spolette differite: in linea teorica potrebbe esplodere, viene sottolineato, entro 144 ore.

Inviati mille soldati per offrire assistenza - Mille soldati sono stati mobilitati a Fano per collaborare alle operazioni di evacuazione di circa 23mila persone a causa dell'ordigno bellico. I militari per una questione di massima sicurezza sono passati casa per casa, nell'area di sicurezza, in un raggio di 1.816 metri dal punto di ritrovamento della bomba. Il sindaco di Fano Massimo Seri ha invitato i residenti della zona a rischio a dormire altrove e insieme al prefetto di Pesaro Carla Cincarulli ha elencato i quartieri interessati.


Gente ai punti di raccolta - Bus e pullman si sono fatti trovare ai punti di raccolta per portare i cittadini nei ricoveri allestiti dalla Protezione civile. Veicoli della polizia hanno lanciato per le strade messaggi con gli altoparlanti sulla necessità di evacuare il centro di Fano. Le operazioni per mettere in sicurezza la popolazione si sono svolte ordinatamente.

Centro di Fano come una città fantasma - E' ormai una città fantasma il centro di Fano. Nessuno può entrare né a piedi né in auto nel perimetro di sicurezza, ovvero il raggio di circa 1.800 metri dal punto del ritrovamento, buona parte del centro storico. Le forze dell'ordine hanno "cinturato" l'area di rischio. Pochissime persone in giro, molte auto con i lampeggianti. Assolutamente off limits è la zona di massimo rischio. Chi riesce ad arrivare lì viene immediatamente intercettato e bloccato delle forze di polizia, poi scortato più lontano.

Notte fuori casa per gli sfollati - Tra le persone evacuate c'è chi è stato accolto da amici o parenti. Per gli altri ci sono otto strutture pubbliche (palestre) attrezzate come dormitori, fuori della zona di rischio. Presi d'assalto gli hotel, a pagamento, nelle aree sicure. Ed è stato anche allestito un treno speciale con 70 posti letti nella stazione di Marotta. Ma disponibilità all'accoglienza è venuta anche dai Comuni di Pesaro, Senigallia, Mondolfo, anche se al momento non è stato necessario attivare le loro strutture.

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