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Il finanziere Proto arrestato dalle Fiamme gialle per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza

Candidato per il Pdl alle primarie, è noto per aver annunciato lʼingresso nel patto Rcs

Il finanziere Proto arrestato dalle Fiamme gialle per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza

I militari della Guardia di finanza di Milano hanno arrestato il finanziere Alessandro Proto, accusato di manipolazione del mercato e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. La richiesta di arresto è stata avanzata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Isidoro Palma ed è stata firmata dal gip Stefania Donadeo.

L'arresto è l'esito finale dell'inchiesta che "ha consentito di individuare numerose comunicazioni al mercato rivelatesi all'esito delle indagini non attendibili".

A Proto "viene contestato anche il reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza per avere omesso di comunicare alla Consob puntuali informazioni in ordine alle operazioni di compravendita aventi ad oggetto titoli quotati su mercati regolamentati".

Chi è Alessandro Proto - Il finanziere si era fatto conoscere per una serie di annunci di scalate a società quotate e per essere sceso in campo per le primarie del centrodestra, che poi non si sono svolte.

L'annuncio dell'ingresso nel patto Rcs - In particolare, a novembre Proto aveva dichiarato di essere il presidente di un patto di sindacato, formato da quattro soggetti stranieri, che si erano aggiudicati il 2,77% di Rcs. Successivamente al patto si era aggiunto un quinto socio, italiano, con lo 0,6%. Ma alla Consob, che aveva chiesto di fornire informazioni al mercato in merito al patto, non erano pervenute risposte soddisfacenti.

I casi Benetton, Fiat, Unicredit - Proto aveva anche inviato una proposta di acquisto alla famiglia Benetton per rilevare il 5,1% detenuto da Edizione in Rcs a 3 euro per azione, notizia che aveva fatto balzare in Borsa il titolo del gruppo editoriale. E ancora, il finanziere negli ultimi mesi si è detto interessato a molte altre partite "calde" della finanza italiana da Fiat a Unidredit, da Fondiaria-Sai a Ti Media, per la quale ha annunciato diverse volte l'interesse ad acquistare La7.

Ha sempre però parlato di operazioni inferiori alla soglia che prevede l'obbligo di comunicazione alla Consob e non se ne è mai avuto ufficiale riscontro.