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Pordenone, sussidio alla madre del macedone jihadista arrestato per terrorismo: scoppiano le polemiche

La denuncia di un consigliere comunale: "La mamma di uno dei due reclutatori dellʼIsis percepisce un sostegno economico. E la politica non vigila"

"Vi ricordate i due bravi ragazzi macedoni reclutatori dell'Isis di Azzano? Vi ricordate che dopo l'arresto e l'espulsione successe il finimondo perché percepivano sussidi pubblici? Sapete cos'è cambiato da allora ad adesso? Niente. Nessuno ha fatto niente. La politica non avrebbe dovuto vigilare?". Lo denuncia via Facebook il consigliere di centro destra Massimo Piccini. "Adesso li percepisce la madre di Veapi Ajahn". Scoppiano le polemiche a Tiezzo di Azzano Decimo (Poerdenone).

Secondo il Gazzettino, "Veapi, arrestato con l'accusa di terrorismo internazionale, percepiva il sussidio regionale del fondo di solidarietà di disoccupazione ed era seguito dai Servizi sociali dell'ambito assistenziale, quell'associazione di comuni che gestisce la Sanità. Era un ex muratore che aveva lavorato alla Bertolo di Fiume Veneto".

Dalla Giunta si disse che "Veapi ne aveva diritto sulla base di un tetto massimo di reddito di 8mila euro. Una misura assistenziale che era mantenuta anche nel caso in cui il beneficiario fosse stato sottoposto a indagine penale e che veniva sospesa in caso di arresto. Cosa che per lui avvenne. A incastrare il macedone, c' era anche un'intercettazione con la moglie. Per Piccini la madre, destinataria ora del contributo, sapeva. E il centrodestra parte all'attacco".

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